Tiziana Faoro
19 maggio 2026
DI CHE PREGHIERA SEI
Nell’ambito della chiesa, succede a tutti prima o poi, di chiedere alla comunità di pregare per delle specifiche necessità.
La comunità risponde.
In quel momento, per un giorno, forse due. Poi si perdono le tracce della preghiera.
A casa, chi vive la difficoltà per cui ha chiesto la preghiera, ha tutto il tempo per aspettare e chiedersi quanto la sua richiesta sia entrata nel cuore di chi l’ha ascoltata. Il telefono tace, whatsapp
non riporta messaggi. E’ sola/o, della chiesa non vi è traccia.
Di che preghiera sei?
Essere dalla parte di chi promette di pregare durante la funzione, è davvero facile: scorri l’elenco proiettato sulla parete della chiesa, di alcune situazioni conosci i particolari, di altre no ma, teoricamente conosci le persone che hanno dichiarato il loro bisogno e un cenno di condivisione non costa nulla.
Essere dalla parte di chi si espone dichiarando il proprio bisogno, di chi chiede aiuto un po’ umiliandosi, un po’ temendo di essere di disturbo alla chiesa, comporta una aspettativa che non prevede delusione ma, sostegno.
Non per un momento, non per un giorno ma, fino a che quella situazione non viene risolta dal Signore.
Emerge la responsabilità e il dovere nella preghiera: responsabilità di tener fede all’impegno che assumiamo in quel momento, dovere nei confronti di chi chiede di averci al suo fianco concretamente. Per tutto il tempo necessario.
La Bibbia ci ricorda che la preghiera non è un “evento acuto” ma, una “ cronicità”. Non sono caratteristiche misurabili con l’unità di tempo secondo la logica umana; vanno vissuti secondo la volontà del nostro Padre Celeste che, per ogni situazione, ha uno specifico tempo per intervenire esaudendo la preghiera a Lui rivolta.
Le vicende di Giobbe e di Elia sul monte Karmel nell’Antico Testamento, la guarigione del lebbroso (Matteo8: 1-3) e la preghiera della donna cananea per la figlia (Matteo 15:21-28) sono un esempio di preghiere con risposte in tempi diversi.
Le preghiere hanno tutte un loro tempo: si concludono al momento della risposta di Dio.
Quando condividiamo il peso dei nostri fratelli, delle nostre sorelle, dobbiamo essere ben coscienti che l’impegno che ci assumiamo non termina al termine del culto, della riunione di preghiera ma, prosegue sino a quando riceviamo la risposta del nostro Signore.
Sia lo Spirito Santo la nostra guida nel farci carico dell’impegno per una sorella, un fratello specifico. Nessuno deve sentirsi solo/a, col dubbio che la sua richiesta sia finita nel dimenticatoio.
Il telefono squilli, whatsapp riporti la nostra sincera premura per la richiesta espressa.
Che il Signore ci aiuti ad essere noi, a fianco del nostro fratello, della nostra sorella a bussare alla porta del Nostro Signore implorando il Suo intervento nel tempo perfetto che Egli sa.
15 maggio 2026
15/05/1986 - 15/05/2026 NEL MIO DESERTO CONOSCO IL SIGNORE MIO SALVATORE
Esodo 13: 21-22 :
"E l'Eterno andava davanti a loro, di giorno in una colonna di nuvola per guidarli nella via, e di notte in una colonna di fuoco per far loro luce, affinché potessero camminare giorno e notte. La colonna di nuvola non si ritirò mai davanti al popolo di giorno, né la colonna di fuoco di notte."
Ancor oggi, ripensandoci, non so spiegarmi quale ragione mi abbia indotta a decidere di entrare nella chiesa di cui, da qualche anno, sapevo l'esistenza.
Di certo, non fu curiosità.
Proprio quella sera, 15 maggio 1986, senza una aspettativa precisa. Il Signore, però, sapeva quale porzione della Sua Parola mi avesse turbata profondamente scoprendo la verità a me nascosta dal catechismo insegnatomi e, quella sera, Egli aveva la parola per confermarmi la verità biblica di cui avevo bisogno. Quella sera, con semplicità e grande pazienza mi guidò alla conoscenza della presenza tangibile dello Spirito Santo.
Feci mia la responsabilità di vivere gli insegnamenti di Dio; la gioia della Sua presenza a cui venivo ammessa mi pervase come non l'avevo mai vissuta.
1986 - 2026: quarant'anni nel deserto della vita terrena caratterizzata da asperità inattese, esperienze dolorose, errori personali ma, vivificata sempre dalla presenza di Dio con me.
Egli, il mio Salvatore sempre pronto a perdonarmi, a fortificarmi, a provvedere a ogni mio bisogno, a raccogliere ogni mia lacrima di dolore, a gioire della pace che in Lui vivo.
Ogni giorno guidata dalla colonna di nuvola, ogni notte dalla colonna di fuoco.
Quarant'anni sempre vissuti, condivisi col popolo di Dio che, con le preghiere, l'amore fraterno mi accompagna e sostiene nel mio personale, nostro comune cammino verso la meta: la vita che ci attende alla presenza di Gesù, del Padre, dello Spirito Santo.
Ogni giorno è il miracolo del mio Signore e a Lui va il mio ringraziamento.
Il Signore benedica ogni mia sorella in Cristo, ogni mio fratello che ha portato e porta con me ogni mio peso, il Signore benedica ogni Pastore con il quale cresco nella conoscenza della Parola di Dio.
30 aprile 2026
Come stai?
" Buongiorno, scusi il disturbo. È possibile parlare un attimo col dr. pincopallo?
" No, il dottore non c'è, arriva questa sera per la sala operatoria".
" Di sera?"
"Sí"
" Scusi, non ho capito bene. Il dottore arriva a operare questa sera?"
" Ehm, il dottore è qui, ma non è possibile disturbarlo. È come se non ci fosse perché è qui solo per operare."
" Non voglio disturbare, ci mancherebbe altro. Posso lasciarle un messaggio per il medico?".
" Eh, ma io non so se lo vedo..."
" Il medico non ha uno studio con una scrivania su cui può lasciare un appunto?"
"Vaaaa beeene!."
" Gli faccia sapere, per favore, che il paziente da lui visitato ieri pomeriggio, tal icsipsilon, ora è in pronto soccorso perché peggiorato dopo il suo intervento."
"Sí, va bene."
Ti sorprende il "clic" a conclusione sbrigativa della chiamata.
Se non fosse per la preoccupazione che ti avvolge per tuo marito sull' ambulanza già partita, sfodereresti il meglio della tua ribellione.
Perché, in una condizione di bisogno, devi anche sopportare ( e tacere) il dubbio di essere presa in giro da chi, invece, dovrebbe aiutarti?
Ripercorri mentalmente i tuoi molti anni di professione in ospedale, in uno di quei reparti dove la morte spesso ha la meglio sulla vita ed esamini te stessa: sei sempre stata onesta con chi ti interpellava telefonicamente? Troppo facile e scontato scrivere " sí" ma, ai tuoi tempi e nel tuo ospedale gli insegnamenti etici impregnavano ogni atto, ogni parola rivolta a pazienti e parenti, per quanto antipatici fossero. Perciò "sí", sincera magari trattenendo il fiato o sillabando nervosamente .
Sanità contemporanea, eccellenze rivendicate sulla carta e non adeguatamente esercitate: perché!?!
Ringrazi il cielo quando incontri il medico del pronto soccorso che già conosci competente e empatico, ti affidi alla misericordia di Dio quando scopri che lo specialista che prenderà in carico tuo marito è quel medico saccente, permaloso con cui hai avuto a che fare per te e per merito del quale hai deciso di non farti operare in quell' ospedale . Peccato che quell' ospedale sia il tuo di riferimento per competenza territoriale! Una profonda e sincera amarezza ti pervade perché della tua terra, della sua bellezza e dell' onestà e bravura della sua gente ne sei sempre andata fiera.
Sono vari i comportamenti di un medico che suscitano nel paziente irritazione, ma uno in particolare è determinante per il successivo rapporto di fiducia o sfiducia: spalle e schiena del medico in bella mostra al paziente allorché egli entra in ambulatorio. Niente può esprimere meglio il disinteresse del medico per il paziente.
Non sto zitta: quasi urlo un " buongiorno, dottore" ma, il risultato è solo uno scatto sulla sedia del sanitario che, con movimenti meccanici, riesce appena a girare il capo stravolto dalla sorpresa di quel richiamo. Commiseri il suo sguardo vuoto; a fatica tolleri il suo modo di porsi con le infermiere presenti e nello stesso tempo ti chiedi perché loro subiscano in silenzio.
Una volta ancora ringrazi Dio per tutti i colleghi con cui hai condiviso la responsabilità di accogliere, curare, assistere ogni persona pervenisse alla vostra attenzione.
Ti senti persa, nella tua terra; vorresti rifiutare l' ipotesi di rivolgerti altrove, non vorresti darla vinta a chi ti indica altre strutture, altri medici anche fuori regione eppure...sembra che una volta ancora da qui l' emigrazione non si scolli, anche se solo ( solo! ) per trovare risposta al tuo bisogno di salute.
Amara terra mia!
21 aprile 2026
20 aprile 2026
L'otre di Dio
L’ otre di Dio Corrono le lacrime di mamme nel cielo otre di Dio, nessuna tracima, nessuna sconosciuta all’occhio del Padre evapora sconfitta e ricade nell’arida terra del cuore straziato. Medicamento prezioso all’animo afflitto lascia certezza di ascolto nel cuore di madre rivolto al suo Salvatore, giace serena ogni lacrima nell’otre di Dio.
15 aprile 2026
La vittoria della Tua parola Nazioni come donne impure cercano oggi il lembo della Tua veste, non una Tua grazia sentirai uscirTi ma, lo strappo del candido lino gronderà sangue che solo Tu, nostro Gesù, riconoscerai Tuo per quel popolo che nudo Ti offre il suo cuore e il capo di cenere ricoperto. Fra bombe e vite recise la Tua Parola pare perire ma, noi, in Te cerchiamo rifugio cantando la Tua vittoria.
03 aprile 2026
IL TUO DONO
Ciò che Tu doni non ritrai , ciò che Tu doni noi depositiamo in qualche angolo del cuore, non lo accogliamo. Basta. Il Tuo dono guadagnato col sacrifico della croce, mai più sia disperso . Mio è il Tuo dono, mia la fede con cui lo ricevo e lo vivo. No, ciò che Tu mi doni, da me non si dipartirà, solo Tu aggiungi al dono la forza perché io resista a ogni tentazione, al gioco malefico di chi per me sospira la sconfitta.
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