30 aprile 2026
Come stai?
" Buongiorno, scusi il disturbo. È possibile parlare un attimo col dr. pincopallo?
" No, il dottore non c'è, arriva questa sera per la sala operatoria".
" Di sera?"
"Sí"
" Scusi, non ho capito bene. Il dottore arriva a operare questa sera?"
" Ehm, il dottore è qui, ma non è possibile disturbarlo. È come se non ci fosse perché è qui solo per operare."
" Non voglio disturbare, ci mancherebbe altro. Posso lasciarle un messaggio per il medico?".
" Eh, ma io non so se lo vedo..."
" Il medico non ha uno studio con una scrivania su cui può lasciare un appunto?"
"Vaaaa beeene!."
" Gli faccia sapere, per favore, che il paziente da lui visitato ieri pomeriggio, tal icsipsilon, ora è in pronto soccorso perché peggiorato dopo il suo intervento."
"Sí, va bene."
Ti sorprende il "clic" a conclusione sbrigativa della chiamata.
Se non fosse per la preoccupazione che ti avvolge per tuo marito sull' ambulanza già partita, sfodereresti il meglio della tua ribellione.
Perché, in una condizione di bisogno, devi anche sopportare ( e tacere) il dubbio di essere presa in giro da chi, invece, dovrebbe aiutarti?
Ripercorri mentalmente i tuoi molti anni di professione in ospedale, in uno di quei reparti dove la morte spesso ha la meglio sulla vita ed esamini te stessa: sei sempre stata onesta con chi ti interpellava telefonicamente? Troppo facile e scontato scrivere " sí" ma, ai tuoi tempi e nel tuo ospedale gli insegnamenti etici impregnavano ogni atto, ogni parola rivolta a pazienti e parenti, per quanto antipatici fossero. Perciò "sí", sincera magari trattenendo il fiato o sillabando nervosamente .
Sanità contemporanea, eccellenze rivendicate sulla carta e non adeguatamente esercitate: perché!?!
Ringrazi il cielo quando incontri il medico del pronto soccorso che già conosci competente e empatico, ti affidi alla misericordia di Dio quando scopri che lo specialista che prenderà in carico tuo marito è quel medico saccente, permaloso con cui hai avuto a che fare per te e per merito del quale hai deciso di non farti operare in quell' ospedale . Peccato che quell' ospedale sia il tuo di riferimento per competenza territoriale! Una profonda e sincera amarezza ti pervade perché della tua terra, della sua bellezza e dell' onestà e bravura della sua gente ne sei sempre andata fiera.
Sono vari i comportamenti di un medico che suscitano nel paziente irritazione, ma uno in particolare è determinante per il successivo rapporto di fiducia o sfiducia: spalle e schiena del medico in bella mostra al paziente allorché egli entra in ambulatorio. Niente può esprimere meglio il disinteresse del medico per il paziente.
Non sto zitta: quasi urlo un " buongiorno, dottore" ma, il risultato è solo uno scatto sulla sedia del sanitario che, con movimenti meccanici, riesce appena a girare il capo stravolto dalla sorpresa di quel richiamo. Commiseri il suo sguardo vuoto; a fatica tolleri il suo modo di porsi con le infermiere presenti e nello stesso tempo ti chiedi perché loro subiscano in silenzio.
Una volta ancora ringrazi Dio per tutti i colleghi con cui hai condiviso la responsabilità di accogliere, curare, assistere ogni persona pervenisse alla vostra attenzione.
Ti senti persa, nella tua terra; vorresti rifiutare l' ipotesi di rivolgerti altrove, non vorresti darla vinta a chi ti indica altre strutture, altri medici anche fuori regione eppure...sembra che una volta ancora da qui l' emigrazione non si scolli, anche se solo ( solo! ) per trovare risposta al tuo bisogno di salute.
Amara terra mia!
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