Sono la tua scomoda amica che ti richiama al senso della vita, alla sconfitta della morte nel nome di Gesù da te amato. "Non tradirlo!" il mio cuore ti dice dallo Spirito Santo incoraggiato, "non tradire il tuo Santo Amico, amica mia preziosoa, sua diletta figlia!". Non sia paura del tuo futuro da umana intelligenza prospettato, del tuo Dio svuotato ad avere il sopravvento su eterna vita nella Paterna gioia! Non ho oro né brillanti, non ho scrigni di ricchezze straripanti, amica mia, con te lascia che io condivida il coraggio della certezza del bene infinito che ci attende là dove il tuo cuore, il mio volgono lo sguardo scorgendo il nostro Dio.
04 aprile 2025
Scomoda amica
02 aprile 2025
Perdere il senso dell'eternità
" Ovunque tu sia, tanti auguri per i tuoi 75 anni."
Se non avessi saputo che la persona a cui erano indirizzati gli auguri è morta da alcuni anni, ahimè, di nuovo mi sarei trovata nell'incertezza che da qualche tempo mi accompagna quando sui social leggo messaggi di quel genere: "sarà viva, in vacanza ,quella persona o no?":
Il rischio di fare figuracce e inviare auguri per un felice genetliaco a chi è già passato a miglior vita, è sempre più presente.
Perché abbiamo preso l'abitudine di scrivere gli auguri per persone defunte? Solo per dimostrare al mondo che non le abbiamo dimenticate? Più maliziosamente, posso insinuare che sia una moda attraverso la quale si vuole mantenere agganciata alla vita terrena, alla nostra vita, la persona in causa? E' il negare la morte, il...la paura di morire?
Penso a quanto la creatura umana possa essere interiormente povera, nonostante educazione e cultura particolarmente significative.
Spiace ancor di più leggere espressioni così sciocche scritte da persone non solo colte ma, con un passato calato nella religione cattolica che della vita e della morte dovrebbe darne un significato profondo.
Noi tutti siamo persone in transito sul pianeta terra: siamo certamente nati, certamente moriremo.
Gli anni che viviamo, sono un momento di passaggio del nostro essere eterni. L'eternità non ha tempo, non ha orari. Se sul nostro pianeta è un'esigenza regolare il tempo frazionandolo in ore, secondi, minuti e giorni, mesi, anni, quaando lo lasceremo perderemo anche il nostro essere giovani o vecchi.
Continuare a contare gli anni della defunta, del defunto, significa togliergli l'etrenità e perdere noi stessi il senso intimo dell'eternità.
Noi siamo eterni. Così ci ha voluti il Signore.
Perchè diffondere concetti bugiardi, quasi auto punirsi col ridurre la vita a un periodo a tempo determinato?
Il dramma si completa nell'esplicazione " ovunque tu sia": lasciar vivere una persona senza donarle la consapevolezza dell'eternità da vivere alla presenza di Dio o lontano da Dio, è una responsabilità di cui ogni credente deve farsi carico, alla luce del mandato di Gesù " andate, insegnate, guarite".
Cosa spaventa di più la creatura umana al giorno d'oggi: credere nell'eternità o la responsabilità di annunciare che l'eternità siamo noi in prima persona, durante l'attuale esistenza, a decidere dove viverla?
01 aprile 2025
Iscriviti a:
Post (Atom)