07 maggio 2016

IL TUO GIORNO

Sbocci il tuo giorno
nello splendore del tempo
turgido di rugiada,
timido esposto al sole
di luce e calore fonte
di melanconica gioia
nel procedere verso altro giorno
di carmina generoso paniere.
Melodico il canto si elevi,
struggente l’anima irrori di placide emozioni
mentre tumultuosi pensieri s’acquietano
in te solo,
mia speranza,
mio amore infinito
strappato ad un tempo proibito.

MANI COLME


Prima che le tue mani siano
lago di lacrime,
specchio del vuoto
del tuo correr dietro
ad effimeri traguardi
per un momento
ragion di gloria vana
della tua vita
che ti sfugge,
prima che il tempo vinca
in un soffio mutando
il dubbio in certezza eterna,
allungale verso
il tuo Signore
sì che non del tuo pianto
siano colme,
ma dell’acqua della pura fonte
con cui nettare ogni lembo
del tuo passato giorno
e del tuo presente.

FREGOLE

Fregole
Fregole de pan
par i oselet,
che i vegne a cantar
sul me puiol
e i me conte del sol
le malizhie che l'usa
par star content,
che i me die
de i dughi
de le nuvole col vent, 
bocete le se reoltola
tel zhiel,
come fale come
filar neve,
portar egua,
che i me porte
el ricordode i me angiolet
che i ola tut intorn al mondo
manco mal finì ogni dolor,
tute le tribolazhion.
Magné, magné,
oselet,
tute le fregolete
sul me puiol!
Ciapé forzhe
par tor de olta
te le nuvole e le stele,
portar lassù
'na fregoleta del me cor
che el lo benedise el me Signor!

AMA IL TUO GIORNO!

Sciami di api celesti golose del suo luminoso nettare corteggiano il sole , con danze tribali se lo contendono suscitando il suo innamoramento...

06 maggio 2016

VERITA' PER...

Da sempre l'uomo si pone l'obiettivo di conoscere la verità, sia che si tratti di una verità concernente un fatto personale, circoscritto ad un evento di normale vita quotidiana, sia che si tratti di una richiesta collettiva, espressa a gran voce e a lettere cubitali su quotidiani e social network, inerente a fatti di portata internazionale. Spesso, per questi ultimi, le richieste finiscono con l'essere numerose e, per questioni cronologiche, le prime passano all'ultimo posto di fronte alla novità del giorno. Anche la ricerca della verità, subisce il ritmo frenetico della vita contemporanea, della morbosa, quasi indispensabile, necessità del "nuovo" da indagare, capire, sviscerare .
Solo un uomo, un paio di millenni fa, disse di se stesso: "Io sono la Via, la Verità, la Vita". Incredibilmente, direi, Egli è la Verità che pochi uomini cercano veramente. Molti sono coloro i quali dicono di conoscerLo, di credere alla Sua affermazione ma, alla luce del loro comportamento, qualche dubbio nasce spontaneo. Perchè non cercare la Verità?
 Quando si tratta dell'uomo in condizioni di salute precarie si chiede al personale sanitario di prendere in considerazione la sua entità olistica, ovvero di rispondere ai suoi bisogni non solo fisici ma ,anche sociali e spirituali. La dimensione organica sembra avere sempre la precedenza, l'aspetto spirituale viene confuso sovente con lo stato psicologico e, comunque, passato il momento critico, l'uomo riprende la sua corsa secondo gli obiettivi e le esigenze di routine. La verità gli interessa per un tempo, salvo complicazioni. Altrimenti, si ricade nel grido "verità, verità" urlato da ogni pulpito, coinvolgendo un'intera società nel sospetto di aver subito un danno o un'ingiustizia.
Noi tutti abbiamo la possibilità di conoscere la Verità, di affidarci alla Verità.
"La verità vi farà liberi" è sempre scritto nella Bibbia.
 L'uomo è chiamato a fare propria la Verità che è Cristo Gesù. In Lui non troviamo solo risposte al nostro bisogno spirituale ma, anche al bisogno del vivere quotidiano, pratico, poiché ben sa il Signore di cosa hanno bisogno le sue creature fatte di carne ed ossa.
Sia dunque la nostra preghiera odierna: " Verità per ognuno di noi sia il Signore" !

05 maggio 2016

AMARE è

AMARE È…
“L'amore è paziente, è benevolo; l'amore non invidia; l'amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s'inasprisce, non addebita il male, non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.” [1 Corinzi 13:4-7]

01 maggio 2016

Maggio, 1

Si presentarono a quell'uscio quasi fatiscente indossando gli abiti migliori, sempre gli stessi ormai da tempo, scarpe lucide a nasconder suole bucherellate, ostentando l'ottimismo dei tempi migliori: volevano dimostrargli tutto l'affetto di cui erano capaci, di certo immenso e non proporzionale alle soddisfazioni raggiunte. Bussarono chiamandolo allegramente ad alta voce sì che potesse riconoscerli senza ombra di dubbio, già pregustando il suo sorriso in quella faccia rubiconda accarezzata da qualche ruga ma, stranamente, non udirono alcun rumore ad annunciare l'atteso arrivo. Alzarono il tono di voce, azzardarono un tocco più deciso sulla porta che si arrese lasciando intravvedere il locale immerso nel buio. Ammutolirono tutti all'improvviso, escluso lo scherzo di pessimo gusto non confacentesi alla natura gentile del loro amico, si scambiarono una rapida occhiata e decisero di accedere insieme al suo studio. Lo trovarono nella semi oscurità, stranamente abbandonato sulla sdrucita poltrona di pelle, color rosso un tempo fiammante, vivo di certo perché ne individuavano il respiro. Attorno, solo enormi raccoglitori dalle grandi scritte, specifiche e quasi ridicole: " puizie, imprese", "manutenzione condomini", "rampanti, dirigenti", "giovani occasioni"... In tutti i modi tentarono di risollevarģli il morale ma, nessuno riuscì più a farlo sorridere: se ne rimase lì, sulla sua stinta poltrona, ripetutamente recitando: "nessuno più mi vuole, nessuno più mi vuole". Affranti gli amici lo lasciaŕono a se stesso, d'accordo insieme optarono per raggiungere la piazza in festa, chiusa la porta di botto da cui prese a ciondolare la targhetta d'ottone con inciso il tragico cognome : "lavoro".