23 luglio 2013

MEL (Belluno) ,21 Luglio: Assemblea annuale dell'Associazione Bellunesi nel mondo

Se gli italiani emigrati all'estero per primi non sanno che riportare in italia i commenti negativi raccolti nel paese ove lavorano,come si fa a crescere e a capire quale ruolo possono avere le associazioni emigranti? E come si può pretendere che,stando ognuno nel proprio orticello nostrano,si recuperi l'interesse,l'affetto per la terra d'origine dei propri genitori da parte dei giovani? Quaranta anni fa,pensavo fossero le persone mature a dover impegnare quei capitali che erano solo nei sogni per i giovani affinchè i giovani potessero accedervi e proseguire l'opera iniziata dagli adulti, oggi faccio lo stesso ragionamento: se non siamo noi adulti ad inculcare nei giovani l'amore,l'interesse,l'orgoglio per le proprie origini,come fanno i giovani a farne tesoro? E' vero:l'epoca della valigia di cartone è terminato,ormai siamo cittadini del mondo e non più di un piccolo paese di provincia,soprattutto se le sorti della provincia non sono più così certe ma, la cultura,quella costituita dalle tradizioni,dalla storia e dall'ingegno umano sviluppatosi fra le crode,fra le vette alpine,deve davvero rimanere segregata nelle valli e lungo i torrenti,non può davvero raggiungere altri cuori,altre menti ed è veramente indegna dell'apprezzamento di altre genti? Da sotto il deretano dobbiamo sfilare le comode poltrone rivestite di setoso velluto e lasciare spazio ai vecchi tronchi,un po' scomodi e talvolta instabili sui quali ci si accomoda solo quando si è stanchi dei lunghi,tortuosi percorsi compiuti non per racimolare qualche voto ma, per servire il nostro compaesano in difficoltà non importa se di carattere economico o di cultura dimenticata,senza pretendere per se stessi alcun ruolo di spicco od il riconoscimento riverito ed osannato. Dobbiamo tornare alla semplicità del trasmettere cultura e tradizioni che ci appartengono perchè non possiamo essere cittadini del mondo se non siamo cittadini del suolo di cui,indipendentemente dalla nostra volontà,portiamo tracce nei nostri profili ,nella nostra struttura fisica. tz

28 giugno 2013

I Pensierinversi si raccontano

Con grande gioia, emozione e soddisfazione vi presento l'antologia "NOI" dei Pensierinversi. E' il risultato di un sogno, il concretizzarsi di una speranza espressa in occasione del primo incontro fra persone amanti della poesia, avvenuto a Belluno il 14 maggio 2011: allora pensavamo ad una serata di poesia aperta a tutti quanti avessero desiderato partecipare attivamente, ovvero leggendo le loro poesie; siamo invece riuscite in un impegno ancora maggiore, desiderio inespresso per timidiezza ,consistente nello spostarci da un paese all'altro della provincia di Belluno così da raggiungere noi, ovunque ci chiamino, le persone di ogni ceto desiderose di un'esperienza letteraria diversa. Uno scambio continuo di emozioni,un palesarsi ed un condividere emozioni che arricchiscono ogni partecipante. Sara Casal, Chiara Scussel, Doriana Puglisi, Eliana Olivotto, Raffaella Carrisi ed io: sono nostre le poesie dalle sfumature e dai contenuti così personali e diversi che si intrecciano creando un racconto fantastico e sofferto del nostro cogliere la vita, superare le difficoltà, gioire degli eventi più semplici nell'incanto delle nostre montagne, dei nostri torrenti, della nostra gente.

22 giugno 2013

ESTATE 2013

Estate 2013
Già...quest'anno ha viaggiato sui treni regionali: stretta fra inverno ed autunno,piedi calpestati dalla primavera,rivestita del puzzo del cortocircuito elettrico e stordita dallo stridore delle ruote sui binari...è scesa alla stazione d'arrivo mezza massacrata e, nello scuotersi di dosso la polvere, ha fatto sobbalzare  mezza Italia! tz

19 giugno 2013

ALLA MIA MILANO

"Alla mia Milano


Ti accarezzo nell'amaro di profonde ferite,

nel silenzio di strade e negozi,

nel frastuono di giovani feste

di cui non si ha memoria

mentre tendo l'orecchio

bramando il tuo cicaleccio

Sei bella adagiata nella pianura

da cui ti elevi con guglie e palazzi,

sei cara nel frenetico traffico

che il tempo ti ruba

mentre io mi soffermo e ti bacio."

tz

FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA LETTERATURA A MILANO

Il mese di giugno 2013 si è presentato ai milanesi con un ricco calendario di lettura di poesie e racconti nell'ambito del Festival Internazionale della Letteratura. I gruppi poetici  "I Poeti dell'Ariete" ed "I Volti dell'Anima" si sono incontrati ed hanno incontrato chiunque fosse interessato ad  una libera lettura di poesie c/o il  Gran Caffè al Foro in Foro Bonaparte a Milano.
Non sono nuovi a tali incontri i Poeti, anzi! L'occasione di tale manifestazione è stata una opportunità in più per dare respiro all'anima attraverso un linguaggio innato negli uomini capaci di emozioni da condividere col proprio Prossimo. Fra i Poeti anche Livia Corona, Bellunese di Cesiomaggiore e la sottoscritta.





In tale occasione, ho avuto modo di leggere una mia poesia scritta nel dialetto che ricordo quale lingua predominante nella mia famiglia:


Preghiera della sera


" Signor,

mi sar i oci

e sper de insugnarTe

de far quatro ciacole

intant che bevon n'ombra

de quel bon,

mi che te scolt

e Ti che ti me disi

quel che è da far

co doman me desmissiarè

e tacarè a traficar.

Fa el miracol

che no me desmenteghee

quel che te me disarè.

Note"

tz

( traduco: "Signore,

mi addormento

e spero di sognarTi

di scambiare quattro chiacchiere

mentre ci beviamo un bicchiere di buon vino,

io che ti ascolto

e Tu che mi insegni

quel che dovrò fare domani

quando mi sveglierò ed inizierò a trafficare

Fa il miracolo

che non dimentichi

quel che mi dirai.

Notte") 23 marzo 2013

LA VITA

La vita : una rivincita

14 giugno 2013

I MIEI 19 ANNI AL SAN RAFFAELE


Oggi ho concluso 19 anni di lavoro al San Raffaele: nel ventennio sono dimagrita,ingrassata,son diventata nonna, ho studiato, mi son laureata, ho iniziato a pubblicare i miei scritti e...sono stata infermiera sempre "fuori schema" non avend...o mai rinunciato a dire la verità, ad impegnarmi a fondo per dare il meglio al paziente anche a costo di non rispettare le gerarchie pomposamente pretese. Ho pianto per le sofferenze a cui non riuscivo,non potevo dare rimedio; ho riso e sorriso delle gioie e delle guarigioni, ho sofferto per il tracollo ed il lutto che mai avrei immaginato. Un grazie di cuore ai miei colleghi con cui ho condiviso professione e battaglie, a coloro i quali hanno arricchito la mia vita non solo professionale ma, soprattutto, un grazie di cuore ai miei pazienti i quali mi hanno regalato la loro amicizia, mi hanno insegnato come si possa affrontare con grande dignità la sofferenza e la morte. Tz