20 luglio 2026

Dal mio Medico non c'è mai la coda

Io faccio parte di quella generazione montanara per la quale le malattie erano un lusso che non poteva permettersi. Il rimedio era sempre lo stesso, per qualsiasi sintomo: “passerà”. E se proprio il malessere non se ne andava, si ricorreva alla medicina naturale, tramandata secondo la tradizione locale. Ricordo una mia prozia, sorella della mia nonna materna, all’età di 95 anni sottoposta a intervento di cataratta: si vergognava per avere “sporcato” la tessera sanitaria. Quando per mio papà non ci fu altra soluzione se non il ricovero ospedaliero, ricordo mia mamma al colloquio con i medici fiduciosa e remissiva; di sera, però, una volta coricateci insieme per il riposo notturno, mia mamma si rivolgeva all’unico medico di cui si fidasse completamente: Il Signore. Abbiamo trascorso ore impegnate in preghiera. Mio papà fu dimesso dopo pochi giorni grazie alla perizia dei medici e, mia mamma era sicurissima, grazie all’intervento del Signore che illuminò i medici. Gli anni sono trascorsi con un progredire continuo e importante della scienza medica, di pari passo quasi con il fiorire dell’economia e le disponibilità pecuniarie per cure di ogni tipo; il “passerà” fu aborrito, le case farmaceutiche ebbero la meglio su erbe e fiori raccolti nel campo. Tutti noi, anche della generazione montanara, abbiamo iniziato ad essere esperti di patologie sino allora identificate solo come “ mal di pancia”, “dolori” per ogni altra occasione; abbiamo scoperto l’importanza dei farmaci e del medico specialista. Non so spiegare perché, a differenza delle generazioni precedenti, ora non sappiamo più pensare che il sintomo da cui siamo afflitti possa risolversi spontaneamente; forse è la necessità di essere sempre in forma a non concederci tempo e pazienza. E siamo giunti all’intasamento delle richieste di visite specialistiche: pochi medici, pochi infermieri o troppe visite e indagini richieste, non si sa. Penso a me stessa, ormai in là con gli anni, a mio marito coetaneo: entrambi abbiamo problemi di salute che vorremmo risolti e per i quali siamo “ in coda” per visite specialistiche. C’è da attendere. Siamo stanchi, quasi propensi a rinunciare a tutto. Non so come succeda ma, non volendo certo rinunciare alla vita terrena, condividiamo una riflessione basilare per la nostra vita: noi siamo creature plasmate da Dio. Facendo nostra la Parola di Dio, noi sappiamo che la nostra vita, i giorni che viviamo, sono nelle mani del nostro Creatore. Ricordo solo qualche versetto di cui la Bibbia è ricca in cui Dio, in prima persona promette di guarire chi si rivolge a Lui , chi Gli appartiene: “...Perchè io sono l’Eterno che ti guarisce.” (Esodo 15:26) “ Ora vedete che io, io sono Lui, e che non vi è altro Dio accanto a me. Io faccio morire e faccio vivere, io ferisco e risano e non vi è nessuno che possa liberare dalla mia mano.” ( Deuteronomio 32:39). “Sì, io ti ridarò salute e ti guarirò dalle tue ferite” ( Geremia 30:17). Quanti miracoli di guarigione Gesù abbia compiuto nella sua permanenza in terra, credo non sia necessario ricordarlo. L’invito è credere e chiedere a Gesù salito in cielo di guarirci oggi. La guarigione fondamentale che sperimentiamo di giorno in giorno, è il nostro benessere interiore caratterizzato dalla scomparsa di ogni preoccupazione, di ogni ansia. La malattia, la sofferenza assumono una dimensione nuova: umanamente la malattia è una condizione che indebolisce il nostro fisico e la sofferenza influisce negativamente sul nostro umore ma, confidando nel nostro Signore Iddio noi acquistiamo la certezza di un futuro perfettamente benevolo per noi, sia che il Signore scelga di guarirci definitivamente portandoci da Lui, sia che ci doni altri giorni su questa terra. A chi altro potremmo confidare il nostro stato d’animo, senza ricevere in cambio compassioni di circostanza o risvegliando curiosità malevole e infruttuosa? Gesù, il nostro unico vero Amico e Salvatore! Solo Gesù ci soccorre in ogni momento e la Sua parola, come il Suo silenzio, sono il bene migliore che possiamo ricevere! Non c’è coda né lista di attesa per accedere al Suo “ambulatorio”! Medico dei medici, Egli sa come guidare la mano dei medici a cui facciamo ricorso, sa il nostro bisogno ed è sempre pronto ad ascoltare la nostra preghiera, a raccogliere anche le lacrime di noi fragili creature umane. Travolti dall’impeto dell’età contemporanea, dalle sue regole e umane certezze, siamo tutti più propensi a precipitarci nell’ambulatorio del nostro medico di famiglia piuttosto che a fermarci e rivolgerci al nostro Creatore. Aspettiamo il verdetto scientifico e lo riteniamo indiscutibile, potendo andiamo a cercare parere di confronto o conferma da un altro medico e il nostro vivere viene condizionato dalla loro “sentenza”. Stiamo commettendo l’errore più grossolano in cui possiamo inciampare: metterci in coda o in lista d’attesa per le cure mediche dimenticando Colui che ci ha creati e ha la nostra vita nelle Sue mani! Cosa ci trattiene dal ricorrere al nostro Signore? Iddio, l’Eterno Iddio ci aspetta nel suo “ambulatorio” in qualsiasi momento per mettere la Sua mano là dove l’uomo non può far nulla! Non siate fra gli annoverati che rinunciano alle cure ma, siate fra coloro i quali ricorrono alle cure di Colui che tutto può! Cerca Gesù, scopri il suo amore per te rivalutando il sacrificio della croce di cui sai, ma non hai mai pensato Gesù l’abbia vissuto proprio per te, per la tua salvezza, per la tua guarigione spirituale e fisica e vivi la tua vita nell’esuberanza donata dal nostro Creatore Iddio.

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