09 settembre 2013

Provincia di Belluno:
vitigno incolto di sé dona il frutto
a chi di passaggio la generosità apprezza
Stirpe dolomitica, Provincia di Belluno : tempo di raccolta mitiga dell'inesorabile addio l'avvicinarsi


Agosto a Milano: incontri
Agosto a Milano

In attesa di EXPO 2015 poetesse si raccontano

Agosto a Milano:
Corso Vittorio Emanuele: al bar 

11 agosto 2013

Frammento di stella



"Ho incontrato un frammento di stella:
piangeva!
Disperata nella sua solitudine
su suolo straniero,
incompresa,
calpestata da sogni impossibili,
derisa da umani desideri
di uomini incapaci di vivere,
mendicava una carezza
là,sul freddo selciato di un'autostrada
sospinta qua e là
dalla frenetica corsa
di automobilisti in viaggio
verso altri sogni,altri desideri
di cui incolpare,
in un'altra estate,
altre stelle innocenti."
tz

23 luglio 2013

MEL (Belluno) ,21 Luglio: Assemblea annuale dell'Associazione Bellunesi nel mondo

Se gli italiani emigrati all'estero per primi non sanno che riportare in italia i commenti negativi raccolti nel paese ove lavorano,come si fa a crescere e a capire quale ruolo possono avere le associazioni emigranti? E come si può pretendere che,stando ognuno nel proprio orticello nostrano,si recuperi l'interesse,l'affetto per la terra d'origine dei propri genitori da parte dei giovani? Quaranta anni fa,pensavo fossero le persone mature a dover impegnare quei capitali che erano solo nei sogni per i giovani affinchè i giovani potessero accedervi e proseguire l'opera iniziata dagli adulti, oggi faccio lo stesso ragionamento: se non siamo noi adulti ad inculcare nei giovani l'amore,l'interesse,l'orgoglio per le proprie origini,come fanno i giovani a farne tesoro? E' vero:l'epoca della valigia di cartone è terminato,ormai siamo cittadini del mondo e non più di un piccolo paese di provincia,soprattutto se le sorti della provincia non sono più così certe ma, la cultura,quella costituita dalle tradizioni,dalla storia e dall'ingegno umano sviluppatosi fra le crode,fra le vette alpine,deve davvero rimanere segregata nelle valli e lungo i torrenti,non può davvero raggiungere altri cuori,altre menti ed è veramente indegna dell'apprezzamento di altre genti? Da sotto il deretano dobbiamo sfilare le comode poltrone rivestite di setoso velluto e lasciare spazio ai vecchi tronchi,un po' scomodi e talvolta instabili sui quali ci si accomoda solo quando si è stanchi dei lunghi,tortuosi percorsi compiuti non per racimolare qualche voto ma, per servire il nostro compaesano in difficoltà non importa se di carattere economico o di cultura dimenticata,senza pretendere per se stessi alcun ruolo di spicco od il riconoscimento riverito ed osannato. Dobbiamo tornare alla semplicità del trasmettere cultura e tradizioni che ci appartengono perchè non possiamo essere cittadini del mondo se non siamo cittadini del suolo di cui,indipendentemente dalla nostra volontà,portiamo tracce nei nostri profili ,nella nostra struttura fisica. tz