Senza di Te
io non vivo.
Sei Tu che calmi
ogni ansia,
spengi l'impeto furente,
abbatti la difficoltà,
raffreddi l'ipotesi di vendetta,
riporti il mio pensiero a Te
al di sopra di ogni naturale evento.
Sei Tu
che mi mostri
l'amore senza confini,
sopporti
ogni mia malvagia impennata,
perdoni il mio errore
e tacitamente soffri
quando ribelle a Te mi presento,
mi abbracci
quando a Te ritorno
e non commenti.
Senza di Te
io non vivo
dal giorno che Ti conobbi,
Ti amo!
Canto la gioia della Tua presenza
mentre il sonno stende il velo
sull'intimità del nostro amore,
vivo nel giorno
la certezza
dell'esser Tu in me
ovunque io vada
e canto, canto
di Te la pace
nella felicità di saper
che un giorno ci incontreremo.
Senza di Te
io non vivo
nessun giorno
che a me è dato terreno,
dal dolore mi risollevi,
nello scoraggiamento
mi rinvigorisci,
per me conquisti ogni vittoria
ed io col cuore
canto la Tua gloria.
22 giugno 2018
31 maggio 2018
AMICIZIE
“ Scusa,
potresti cambiarmi il turno? Ho l’incontro mensile con le mie amiche e non
vorrei mancare.”
“ Sì, va
bene. Sono le tue amiche di preghiera?”
“Sì.”
“ E quante
sono?”
“Calcolando
solo coloro che vivono a Milano, poco meno di duecento”
“Duecentooo!?! E ti fidi di tutte?”
“Sì, certo.”
Come si fa a
credere a duecento persone e, soprattutto, come possono essere tutte tue amiche
e amiche fra loro ?
Ciò che è concretamente impossibile per molte persone, è miracolosamente possibile
per altre. Anche al giorno d’oggi, ovunque nel mondo.
Ciò che
contraddistingue coloro i quali vivono l’amicizia
fra loro e con chi è al loro fianco in modo profondo, estraniato ogni pettegolezzo, è la loro
scelta di vita fondata sulla conoscenza
personale di Gesù, sulla fede in Lui.
Sono persone che, ad ogni logica umana, preferiscono la “pazzia”
di Dio avendo riconosciuto un giorno quanto la Verità cristiana sia realtà
nella vita quotidiana spirituale e “materiale”.
Il Signore Iddio non è assiso sul suo trono dal quale osservare e dirigere l’universo; Egli è amico fedele presente in chiunque
lo accolga nella sua vita, sempre attento ad ogni necessità e pronto ad
aiutarlo con la perfezione possibile solo a Dio, non agli uomini.
Comportarsi secondo gli insegnamenti di Dio, non è un
difficile esercizio di rinunce ma, una felice esperienza di vita pacifica con
se stessi e con chiunque sia al nostro
fianco. Il Signore è costantemente insieme a chi lo ama ed è una gioia sapere
che è attento ad ogni nostra azione, ad ogni nostro discorso:
“ Allora
quelli che lo temono si son parlati l’uno all’altro e l ‘Eterno è stato attento
ed ha ascoltato e un libro è stato scritto davanti a lui, per conservare il
ricordo di quelli che temono l’Eterno e rispettano il Suo nome…” ( Malachia 3:16).
Noi siamo responsabili davanti al Signore di ogni nostra parola ed il Signore non ci vuole maldicenti: da noi si aspetta solo l’amore per il nostro prossimo, soprattutto se ci fosse ostile. Onoriamo Dio onorando le persone secondo la Sua volontà: “ Rimuovi da te la perversità della bocca, allontana da te la falsità delle labbra” ( Proverbi 4:24).
Noi siamo responsabili davanti al Signore di ogni nostra parola ed il Signore non ci vuole maldicenti: da noi si aspetta solo l’amore per il nostro prossimo, soprattutto se ci fosse ostile. Onoriamo Dio onorando le persone secondo la Sua volontà: “ Rimuovi da te la perversità della bocca, allontana da te la falsità delle labbra” ( Proverbi 4:24).
Il nostro
parlare l’una dell’altra non è “spettegolare” ma, condividere gioie e dolori
per cui ringraziare o intercedere presso
il Trono della Grazia. Umilmente ci
presentiamo in preghiera al nostro Padre Celeste per ottenere la Sua benignità.
Gesù è l’Amico fedele e noi vogliamo
assomigliarli.
Siamo perfette? No ma, gli errori non sono mai
voluti e il Signore ci soccorre aiutandoci a rimediare grazie al Suo
intervento. Noi ci facciamo carico delle
reciproche confidenze per farne motivo di preghiera e aspettiamo sia il Signore
a darci il giusto “suggerimento” affinchè possiamo esserci di aiuto.
E tu, che
amicizie scegli?
26 maggio 2018
PER TE, ITALIA
oh Dio,
dall'eternità!
Tu vedi
l'Italico tumulto,
fragor di voci
gote infiammate
in menti incandescenti
s'aggirano spogli di lealtà,
nudi della Tua presenza
si avvoltolano nel fango
dell'umana sapienza
regno di parzialità
trono di famelici ingordi
di ogni ricchezza
sprezzante dell'altrui bisogno.
Signore,
ancor Tu vedi
anime a Te rivolte
a Te prostate
nel perorar
Tua grazia a Tua gloria
nel tremendo fuoco
che ogni uomo di Te ignorante
rende cenere per sempre,
sia il Tuo Spirito Santo
a guidar la prece chè
salga al trono Tuo di grazia
a favor di ogni creatura
in autorità elevata
sí che a Te l'opera sua confidi
e per la sua patria sia di vera grazia!
Ascolta,
oh Dio,
la sommessa voce
nel cuor sincero
che in Te confida
e assiso crede
sopra il creato intero,
il Tuo parlar sia il dono
che si diffonda
sull'italico Tuo suolo.
19 maggio 2018
IL MARE DEI PIACERI
Scruto il mare dei piaceri,
lingotti di effimere vanità
galleggiano fragili
di un pallido luccichio specchi
delle umane ambizioni
sparse fra i flutti impetuosi
della vita trasgressiva esaltata
dall'umanità che ora annaspa
e ingoia sconfitte che accorciano il respiro
e strozzano in gola l'urlo di aiuto.
Lí ero un tempo anch'io,
fiera del mio infrangere l'onda
con forti bracciate ad accaparrare
ogni mondana soddisfazione
sotto lo sguardo di invidia e gelosia altrui
mentre l'anima precipitava pesante
nei fondali melmosi e voraci.
Vedo, oggi,
al sicuro nella barca della salvezza,
con gli occhi ripuliti da ogni putrida crosta
la vera consistenza
di quel che è un mare di guai,
succulento pasto condiviso
nell'orgoglio dell'assoluta supremazia dell'uomo,
deriso e rinnegato il suo Creatore.
Scesa negli abissi anche col corpo
ho sprigionato la mia voglia di aiuto
sfidando Te, mio Signore,
a darmi prova della tua esistenza.
Mi hai accolta a bordo,
strappandomi con amore
alle onde montanti furiose
ed ora Ti osservo mentre sereno riposi.
Mi abbandono fra le Tue braccia,
certamente insieme approderemo
alla riva della vittoria,
sconfitta ogni concupiscenza
tempeste mai più temerò.
lingotti di effimere vanità
galleggiano fragili
di un pallido luccichio specchi
delle umane ambizioni
sparse fra i flutti impetuosi
della vita trasgressiva esaltata
dall'umanità che ora annaspa
e ingoia sconfitte che accorciano il respiro
e strozzano in gola l'urlo di aiuto.
Lí ero un tempo anch'io,
fiera del mio infrangere l'onda
con forti bracciate ad accaparrare
ogni mondana soddisfazione
sotto lo sguardo di invidia e gelosia altrui
mentre l'anima precipitava pesante
nei fondali melmosi e voraci.
Vedo, oggi,
al sicuro nella barca della salvezza,
con gli occhi ripuliti da ogni putrida crosta
la vera consistenza
di quel che è un mare di guai,
succulento pasto condiviso
nell'orgoglio dell'assoluta supremazia dell'uomo,
deriso e rinnegato il suo Creatore.
Scesa negli abissi anche col corpo
ho sprigionato la mia voglia di aiuto
sfidando Te, mio Signore,
a darmi prova della tua esistenza.
Mi hai accolta a bordo,
strappandomi con amore
alle onde montanti furiose
ed ora Ti osservo mentre sereno riposi.
Mi abbandono fra le Tue braccia,
certamente insieme approderemo
alla riva della vittoria,
sconfitta ogni concupiscenza
tempeste mai più temerò.
15 maggio 2018
COME L'ERBA DEL PRATO
Vivo come l'erba del prato,
soffrendo gli aculei guidati da mano d'uomo
a rubarmi il mio ciuffo fresco di rugiada,
cibo delizia per i suoi animali,
sopportando la gelida carezza
della coltre di neve
pesante sulle mie spalle
costrette a piegarsi,
chiamata a generare un umile, piccolo fiore
gioiello solo per api e insetti
fino al tempo che mi carpisca
ogni soffio di linfa
e il mio avvizzirmi
neppure mi guadagni
uno sguardo di compassione.
Massima gloria sarà
tra le pagine di un libro
sopravvivere rinsecchita,
forse piacevole ricordo
di un momento di amore
per quelle creature umane
da naturalistica infruttuosa vanità contagiate.
Lascerò il mio corpo
come l'erba secca e il fiore più bello
lasceranno ad altri
il loro terreno,
vanità dopo vanità,
chi ben mi conosce gioirà
al finir del mio natural passaggio
ben sapendo di qual prezioso
corpo andrò a rivestirmi
ammessa al glorioso regno
del mio Celeste Padre.
Nella pace canterò ogni lode
al Re de Re
stando alla luce dell'albero della vita
per l'eternità.
soffrendo gli aculei guidati da mano d'uomo
a rubarmi il mio ciuffo fresco di rugiada,
cibo delizia per i suoi animali,
sopportando la gelida carezza
della coltre di neve
pesante sulle mie spalle
costrette a piegarsi,
chiamata a generare un umile, piccolo fiore
gioiello solo per api e insetti
fino al tempo che mi carpisca
ogni soffio di linfa
e il mio avvizzirmi
neppure mi guadagni
uno sguardo di compassione.
Massima gloria sarà
tra le pagine di un libro
sopravvivere rinsecchita,
forse piacevole ricordo
di un momento di amore
per quelle creature umane
da naturalistica infruttuosa vanità contagiate.
Lascerò il mio corpo
come l'erba secca e il fiore più bello
lasceranno ad altri
il loro terreno,
vanità dopo vanità,
chi ben mi conosce gioirà
al finir del mio natural passaggio
ben sapendo di qual prezioso
corpo andrò a rivestirmi
ammessa al glorioso regno
del mio Celeste Padre.
Nella pace canterò ogni lode
al Re de Re
stando alla luce dell'albero della vita
per l'eternità.
12 maggio 2018
MAMME IMPERFETTE
Spigoloso, doloroso e ribelle
è il nostro legame
che si esalta
in un amore naturale
Troppo simili
ci deludiamo nelle stesse reciproche aspettative,
siamo stanche entrambe di inutili attese,
baci ed abbracci di circostanza
feriscono lacerazioni antiche
non più mitigate da chi con te
ha desiderato la mia vita.
Tentiamo il perdono
ora che le rughe solcano
il mio ed il tuo viso
e tu ed io nascondiamo
le canizie del tempo impietoso,
amareggiate sfuggiamo lo sguardo austero,
lo sentiamo nell'anima accusatore,
fomentatore di ricordi già
abiti attillati del nostro vivere quotidiano
e faticoso è allontanare la tentazione
di ripercorrerli.
Mi vuoi bene davvero
io non so,
ti voglio bene sì o no
io non lo so
e ci trasciniamo verso il traguardo
di questo vivere il tuo essere mamma
il mio essere tua figlia.
Sorridi e scarti un cioccolatino,
sorrido e mangio un cioccolatino,
il tuo e il mio amari come i nostri pensieri.
amareggiate sfuggiamo lo sguardo austero,
lo sentiamo nell'anima accusatore,
fomentatore di ricordi già
abiti attillati del nostro vivere quotidiano
e faticoso è allontanare la tentazione
di ripercorrerli.
Mi vuoi bene davvero
io non so,
ti voglio bene sì o no
io non lo so
e ci trasciniamo verso il traguardo
di questo vivere il tuo essere mamma
il mio essere tua figlia.
Sorridi e scarti un cioccolatino,
sorrido e mangio un cioccolatino,
il tuo e il mio amari come i nostri pensieri.
27 aprile 2018
NON E' MAI "TROPPO PICCOLO"
A mio marito piacciono i documentari, qualunque aspetto naturalistico registrino, Io mi incanto soprattutto osservando e riflettendo in merito alla perfezione degli esseri più piccoli, fiori compresi.
In essi mi pare scorgere meglio la mano del Creatore e non posso non riconoscere la Sua esistenza: chi al di fuori di Lui è capace di tanta meraviglia?
Come cristiani, noi siamo chiamati a vivere per fede, deponendo nelle mani di Gesù ogni nostra preoccupazione poiché Egli stesso ci chiede di farlo. Molte volte lo facciamo immediatamente, che sia un problema di salute o di quattrini poco importa; altre volte tentenniamo. Perché? Forse vogliamo tenerci quel peso perché, in qualche modo, magari nell’ambito sociale in cui ci muoviamo la nostra difficoltà ci guadagna la compassione o l'apparente simpatia dei nostri conoscenti; magari ci permette di sentirci a posto con la coscienza se rimaniamo a casa dal lavoro qualche giorno o, più semplicemente, otteniamo più coccole dal nostro consorte.
Succede che, afflitti da problemi da noi misurati “piccoli”, non ci rivolgiamo al Signore chiedendogli di farsene carico: ci paiono quasi insignificanti per disturbare Lui e ce li trasciniamo faticosamente. Scegliamo piuttosto di affidarci ad altri uomini, di scienza sicuramente ma, pur sempre uomini. Al nostro Signore preferiamo la Sua creatura. Inavvertitamente, veniamo meno al nostro credo: vivere per fede.
Eppure la mano di Dio si manifesta in esseri piccolissimi, prodiga loro la stessa perfezione che ammiriamo osservando la maestosità delle dolomiti o la distesa dell’oceano. Gesù ci ama. Così come provvede alle nostre “grandi cose”, Egli provvede provvede alle nostre “piccole cose”; in queste ultime ci dà la possibilità di allenare la nostra fede , quasi fossero una palestra, affinché siamo pronti ad affidarci a Lui nei momenti di grave difficoltà. Non dopo aver consultato le Sue creature ma, subito, chiedendo a Lui di guidare le mani e l’intelligenza delle persone che Egli mette al nostro fianco affinché collaborino con Lui per il nostro bene. Gesù ci vuole fedeli anche nelle piccole cose. Il Suo intervento sarà perfetto quanto nelle grandi cose.
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