03 novembre 2019

IO VIVO



Io so che vivo
quando il bigio mi circonda
e tenta di sconfiggermi
presentandomi le lacrime
quale dolce impareggiabile
per il bene dell'anima mia
ecco,
trovo il dono di luce
nell'angolo del cuore,
nel groviglio della mente
e io canto,
canto la gioia della vita
senza fine
splendente nella mestizia del giorno
che celebra la morte.

06 ottobre 2019

FEDELTA'



Or che di Te
non mi nascondi nulla
di quel che io,
umana creatura,
possa capir e far mio
per camminar con Te
per mano,
colmo il giorno
di ogni Tua ricca benedizione
gusto il tramonto
a Te anelando,
prece sincera elevando
che sia io fedel
alla santa Tua parola
sì da viver,
lasciato il mondo,
l'ambito premio
della corona della vita

01 ottobre 2019

CIELO D'AUTUNNO

Il cielo d'autunno dipinge
dell'animo gli attimi d'incertezze,
corruga la fronte pensoso
combattendo in silenzio
la depressione tentatrice,
la subdola ansia,
vittorioso emerge
nel suo infinito
mentre il sole lo invade
donando di nuovo speranza
a che nell'afflizione giace inerme.
Rovisti nei tuoi pensieri,
trovi la certezza della tua esistenza,
la stendi come panno al sole
perché l'asciughi di ogni dolore,
risorgi nella gioia del saperti
vita  infinita.

CERTEZZA

Chi sei Tu
se non la mia certezza,
la mano che mi conduce
durante il giorno,
la voce che mi richiama,
la forza del perdono
che mi chiedi di elargire,
l'abbraccio della sera
che al riposo mi invita?
Certezza sono le Tue parole,
certezza è la Tua presenza,
certezza è il mio vivere
con Te!
Tutto al mio intorno
è correre, inseguire la verità
che al primo tocco
si frantumano fra le dita
mentre fronti madide di sudore
grondano delusioni,
occhi ciechi
e orecchie sorde
si incontrano e si scontrano
vendendo certezza
che li deruba di pace e serenità.
Certezza impagabile
Tu sei per me
che nel travaglio della vita
nutri di gioia ogni dolore
sì che il mio vivere avanzi
al riparo da ogni umana,
infida verità.
e


IL FIORE DELLA VITA

Ho strappato i petali
della vita,
stropicciati e gettati via,
dispersi
nel tumulto del mondo,
nei cortei di protesta
invocando diritti
per giorni migliori.
Ho sfogliato i petali della vita
cercando libero amore,
li ho incollati
sulle portiere della 500
premendo l'acceleratore
verso nuovi confini,
li ho stracciati
per dimenticare
delusioni e illusioni.
Tu li hai raccolti,
uno ad uno
ripuliti e rinnovati
hai voluto fossero
la mia nuova vita.
Con Te,
intenso profumo,
smagliante colore
ha il nuovo fiore
e ora io vivo!

23 settembre 2019

IDOLATRIA MODERNA



L'idolatria serpeggia vestita di nuovo, umile e mansueta indossa il ruolo della salvezza, ammaliante soggioga i giovani insinuando in loro la convinzione di essere gli unici difensori del pianeta, li investe del grado di giudici dei loro ascendenti scapestrati e distratti. Impera e ordina: amate il pianeta, ripulitelo, riconoscetelo come "madre terra". L'idolatria inebetisce, allontana da Dio. Chi ha creato il nostro pianeta? Chi dirige i venti, chi decide il montare delle onde, il tremare della terra, lo spuntare di un fiore, lo schiudersi di un uovo? Chi investiga il cuore dell'uomo, chi decide il numero dei suoi giorni e conosce il numero dei capelli sul suo capo?
Dov'è Dio, il Creatore di ogni cosa? Quale onore e lode Gli si rende? Chi può mutare il corso della storia se non Lui?
Il Signore dia grazia ad ognuno di noi, genitore o nonno di crescere i nostri ragazzi rispettando l'ambiente perchè dono di Dio, riconoscendo la Sua mano mentre ammirano il profilo dei monti da una vetta o rimuovono una bottiglia di plastica dalle acque di un lago. Tornino i nostri ragazzi, insieme con noi, a commuoversi riconoscendo la presenza insindacabile di Dio nella loro vita e intorno a loro, insieme impariamo ad attribuire ogni onore e a chiedere grazia all'Unico degno di adorazione!

21 settembre 2019

DERBY

“ Clinicamente nulla osta perchè il paziente non possa uscire in permesso”
Mi avvalgo del vantaggio di essere vecchia, potrei essere tua nonna, per continuare a parlarti in italiano e per sollecitarti ad imparare la mia lingua. Tuo padre credo mi fulminerebbe, se potesse. Anche con lui insisto a parlare la lingua della mia nazione, l'Italiano. Impietosamente.
Hai la stessa età di mio nipote. Di certo la vita, come si suol dire, anche con te non è stata particolarmente generosa.
Sembri più giovane della tua età, per aspetto e per comportamento. Totalmente dipendente da tuo padre che, per qualche a noi oscura ragione, non ti permette di imparare l'inglese, non vuole tu conosca l'italiano e continua a parlarti nella vostra lingua: l'arabo.
Nessuno può interporsi fra lui e te. Rifiutato anche l'intervento di un medico di madre lingua araba, non ti è concesso di conoscere direttamente e di porre domande che, è impossibile tu non abbia da soddisfare: sei in ospedale, in un paese straniero da mesi e stai male.
Non sei mai tu a chiederci un farmaco, lo chiede tuo papà. E' lui che decide come e quando dobbiamo somministrartelo, dice di essere medico.
Esci raramente dalla tua camera, solo per alcuni minuti puoi respirare l'aria “pura” della città, vederne le luci e sentirne i rumori condividendo spazi comuni e sempre sotto lo sguardo attento ( o invadente?) di tuo papà.
Non sappiamo nulla di te se non la tua terribile patologia.
Non possiamo nemmeno tentare di soddisfare un tuo desiderio, un capriccio; rimaniamo invece stupefatti dalle richieste a volte singolari di lui, tuo padre.
I rapporti si fanno tesi.
Fra noi medici e infermieri cerchiamo la condivisione di un comune comportamento per tutelare te e continuare il piano terapeutico assistenziale eludendo le intromissioni improprie di tuo padre.
Che avrai mai nel cuore, giovane uomo? La nostra differente cultura mi impedisce di leggere il tuo sguardo che incrocio per pochi attimi, di sfuggita, quasi rubandolo alle occhiatacce di lui, tuo padre.
Le occhiatacce le rendo, credo sia una sfida non gradita da parte di una donna da un uomo di cultura islamica, a tuo padre.
Approfitto della mia vecchiaia per farti una carezza, per rompere il silenzio:
“Allora sei milanista? Hai visto la partita, l'altro giorno?”. Ti rubo un sorriso, dopo che tuo padre ha doverosamente tradotto in arabo le mie parole.
Avevo notato la tua maglietta del Milan e le ciabatte rossonere.
Lo sport, il calcio apre uno spiraglio di dialogo anche con i medici.
Vuoi andare allo stadio, vuoi presenziare al derby Inter-Milan. Così comunica e chiede tuo padre.
Sapranno mai i tuoi idoli di avere uno spettatore tifoso tanto speciale sugli spalti?
Tornerai in ospedale probabilmente dopo la mezzanotte, alla faccia di ogni regolamento.
Per una volta siamo tutti d'accordo con tuo padre nel trasgredire le disposizioni nosocomiali.
Vinca il migliore. Che tu possa vincere la tua difficile battaglia e che tu possa prendere in mano le redini della tua vita, aggiungo io da nonna di cultura occidentale.
W il Milan, comunque vada.