07 ottobre 2026
Caro Zaia
Caro Zaia, il 3 novembre di 55 anni fa veniva ricoverato il primo paziente in quella struttura nuova, ancora piccola, che sarebbe diventata l' embrione dell' IRCCS Ospedale San Raffaele, HSR, di Milano. Ospedale voluto e fondato da un Veneto, Don Luigi Verzé, veronese di Illasi, corteggiato da tutti i potenti nel tempo delle vacche grasse, abbandonato dagli stessi in tempi di magra. Il prof. Cacciari potrà meglio di me esprimerle il valore di quell' Uomo. Ho lavorato con Don Luigi, come tantissimi altri suoi "Raffaeliani" perché ogni singolo paziente avesse le cure, l' assistenza migliori secondo l' insegnamento evangelico da lui promosso. Ora i suoi principi, se ricordati, suscitano spesso commiserazione se non derisione. Certo la sanità veneta odierna vorrebbe considerarsi migliore di quanto un conterraneo abbia realizzato ma, ahimè, credo sia ben evidente anche a Lei, non è cosí. Facile fare spallucce, dappertutto le cose funzionano cosí o peggio, poco importa se gli anziani muoiono se non sono abbienti e famosi o se un paziente si affida a una struttura di buona nomea e, entrato autonomo e in buone condizioni, ne esce "catorcio ", se il caregiver, ora figura tanto esaltata in Regione, vive il suo ruolo potendo contare piú sue sulle conoscenze e capacità intuitive, voce del verbo " rangiarse", che su una presa in carico continuativa, professionale del bisognoso di assistenza .
" Perché c'è tanta confusione in ospedale? Perché abbiamo troppi anziani da curare" è stata la risposta più spontanea e sincera di un' infermiera a una caregiver settantenne. Riesce a immaginare come si sia sentita la settantenne ? Sorridiamo. E divertenti sono i demenziali " comodini siamesi " dell' Ospedale di Comunità mentre c'è di che accigliarsi davanti a una alzata per il water con gli ancoraggi rotti ( rischio di rovinosa caduta di un paziente vogliamo calcolarlo?). Nessuno segnala, nessuno evidenzia?
Di certo il tempo degli anziani non è contemplato fra i beni piú preziosi della loro (rimanente) esistenza: ha notizie delle visite rinviate, per carità e onestà solo di qualche ora, perché per il trasporto agli ambulatori ospedalieri il servizio ambulanze è in ritardo di una, due ore o viene annullato? Cosí la caregiver sostiene l' economia petrolifera in viaggi inutili con la propria vettura di andata e ritorno agli appuntamenti " buchi". .
Caro Zaia, come vorrei che la eccellente sanità veneta avesse nei suoi rappresentanti la stessa voce possente di Don Luigi Verzé, veronese di Illasi, il quale non si faceva certo scrupolo, evidenziando delle mancanze, di chiunque fossero, ricordare ".Questo non deve essere e non è il San Raffaele!"!
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